sentieri

Una mostra imperniata sull’idea di un transito mentale che si misura con lo spazio reale dell’oggi e col tempo fantasticato del passato. Una mostra per immaginare le tappe di un percorso visivo e simbolico che accomuna, sfiorandole, la memoria e la metafora di viaggi lontani, tra oriente e occidente, tra la via della seta e la via
francigena che in questo territorio di orizzonti a perdita d’occhio, colline, acque, alberi, rocce e città, si sono incrociate secoli addietro. Lasciando tracce nell'aria, si direbbe, nella luce, forse anche negli odori di erba e di terra, nei rumori, i passi sul selciato di pietra, il vento che si infila nelle strade e rumoreggia nei boschi. Un ricordo che pare inventato e che di tratto in tratto si rivela con la vibrazione di un’eco, risuona e poi tace. Queste tracce Claudio Pieroni, artista visionario e colto, le ha percepite, le ha intuite: e ha invitato i suoi artisti a ripensare questi segni e a dar loro corpo e immagine.

Un gruppo di artisti dunque - tra i quali un manipolo di giovani cinesi che proprio in questi paraggi hanno condotto un laboratorio formativo - si è disseminato tra le vie del centro storico di Amelia e in una quantità di siti ha collocato le proprie opere: dipinti in maggior parte ma anche fotografie, video, installazioni, tutto il composito repertorio dell'arte di oggi. Tutti insieme – e ciascuno con la propria sensibilità – hanno risposto al tema identitario e simbolico proposto realizzando un’interpretazione e un’attualizzazione di quel ricco tessuto di scambi culturali che si costruiva nei lunghissimi viaggi di pellegrini e mercanti, nel rapporto tra le diversità feconde di lingue, abitudini, riti, comportamenti. "Insieme alle merci viaggiavano idee, pensieri, desideri, filosofie, arti, religioni.  atematica, geometria, astronomia, scienze”, racconta Claudio Pieroni rievocando i punti di sosta in cui viaggiatori arrivavano guidati dalle stelle e prefigurando altri intrecci tra culture diverse. Alcuni artisti hanno trovato la propria collocazione negli androni di antichi palazzi, negli spazi monumentali delle cisterne romane che ancora si aprono sotto il tessuto viario della città, o sui muri di edifici chiesastici sconsacrati. Altri si sono introdotti nei luoghi in abbandono lungo le strade del centro storico, botteghe chiuse, officine in disuso, magazzini dimenticati. Ambienti disertati da chi ci ha lavorato e vissuto ma abitati ancora da oggetti, strumenti e suppellettili che ne conservano la memoria;
avanzi, frammenti e tracce diventano il sottofondo di esperienze e invenzioni dell’arte che ne ribaltano la vicenda identitaria in una dimensione trasfigurante.

Ed è così che la città di Amelia diventa un luogo di sperimentazioni, un laboratorio,
cornice e opera e vettore di un dialogo tra l’arte contemporanea e gli abitanti,
suggerendo nei tragitti da un’opera all’altra i percorsi di nuove forme di
partecipazione e di coinvolgimento. Perché a raccontare una storia se ne diventa
anche protagonisti.

Sentieri sembra voler dare una risposta all’eterno quesito su quale sia il ruolo degli
artisti nella complessità del nostro stare nel mondo, evidenziando l’attitudine creativa
a indicare relazioni, aprire porte dimenticate o nascoste, porre sfide e domande, far
pensare con gli occhi. Per istinto e per caparbia passione.

Silvia Bordini

 

26 Febbraio marzo 2018

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Sito internet: Luo Guixia

Grafica: Chen Kaimin, ZHong Xinjun, Yang Zhengjun

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